Ricerca co-finanziata dal Ministero per l’Università e per la Ricerca Scientifica e Tecnologica.

Gruppo di ricerca:
prof. Augusto Romano Burelli, Dipartimento di Progettazione Architettonica, IUAV
prof. Gianfranco Roccatagliata, Dipartimento di Costruzione dell’Architettura, IUAV
prof. Franco Laner, Dipartimento di Costruzione dell’Architettura, IUAV
arch. Maurizio Trevisan, assistente incaricato IUAV, progetto architettonico
ing. Francesco Stefinlongo,calcolo strutture in acciaio e strutture a guscio
arch. Emanuele Garbin, ricercatore IUAV, specialista progettazione CAD 3D
arch. Francesco Migliorini, progettista CAD 3D

La torre-cantina di Gramogliano é sin dalla sua denominazione il progetto di una sintesi architettonica tra concezioni in conflitto:
– tra la torre che si erge verso l’alto e la sua base che sprofonda nel terreno;
– tra l’interna calotta sferica appoggiata su quattro punti ed i solai quadrati a cui vien meno la materia proprio al centro;
– tra le pareti inclinate da antico bastione e l’intercapedine nascosta dietro alle grandi lastre in cotto che la rivestono.
Anche i materiali con cui é costruita sono posti in opera in modo radicalmente diverso dal loro tradizionale impiego:
– i solai in legno sono costruiti con travi in legno lamellare di dimensioni sempre inferiori alla dimensione che devono coprire, così come negli esercizi settecenteschi di Rondelet;
– la calotta sferica é formata da travi pre-curvate che affiancate l’una all’altra si comportano come i conci in pietra delle volte medioevali;
– il tetto a quattro falde rivestito in Rheinzink é ricavato da un’unica grande trave tagliata in quattro trapezi isosceli in modo che, inclinati verso l’interno, si chiudano accostati l’uno all’altro come le quattro falde di un tetto piramidale;
– gli elementi in cotto che nella tradizione non superano mai i 50, 60 cm, qui sono usati in lastre grandi da 280 x 60 cm, ottenute dall’impasto della dura argilla d’Impruneta con la resina;
– le grandi lastre infine sono appese a due perni d’acciaio all’interno e non sui bordi, mentre un terzo perno ne regola l’inclinazione.

I quattro piani della torre sono forati al centro da quattro occhi circolari il cui diametro si riduce dal basso verso l’alto secondo una finta prospettiva. Alzando gli occhi dal pavimento decorato della cantina verso il tetto la torre sembra molto più alta di quanto non sia.
Entro questa apertura conica, appeso allo zenith del tetto tramite un cuscinetto a sfera, che evita l’attorcigliarsi del sottilissimo filo d’acciaio, oscilla una grande sfera appesa ad un cavo di 13,5 m. Sul pavimento su cui oscilla é inciso un orologio sul modello di quello di Schaffausen, che indicherà la rotazione della terra durante il lento oscillare del pendolo.

Ci si potrebbe chiedere perché questa piccola torre-cantina ha dovuto affrontare e risolvere un così grande numero di problemi; la risposta é semplice: essa é stata il luogo di sperimentazione di una ricerca universitaria sulle tecnologie dei materiali della tradizione, impiegati per la prima volta in modo estremo e mai prima sperimentato.

Rispetto ad altri settori di ricerca, quella in architettura ha bisogno di una verifica di ultima istanza, che è l’opera costruita. Ciò significa che si può innovare la tecnologia di montaggio di alcuni componenti industriali, ma non se ne avrà mai la PROVA tecnologicamente verificabile ed esteticamente valutabile, se non si costruisce l’opera di cui i componenti fanno parte.
L’architettura costruita inoltre è il più potente comunicatore che ci sia, per quanto riguarda i materiali edilizi e le nuove tecnologie. Nella cantina di Gramogliano l’innovazione tecnologica si può controllare e dimostrare. Giovandosi dell’effetto visivo e tattile, l’edificio si invera in un modello tecnologicamente completo, esteticamente seducente. Se poi esso è un esempio di buona architettura: diviene in qualche modo un prototipo.


Ma quali sono stati gli interessi di sviluppo tecnologico della ricerca sperimentati nella cantina Perusini?

Lo sviluppo della tecnologia in lastre Cottostone “fuori dal piano verticale” per pareti ventilate e di modanature in Cottostone ottenute con l’incollaggio di profili lunghi e stretti di cotto rigenerato;
Lo sviluppo della tecnologia del legno lamellare, applicata all’incollaggio di elementi curvati per formare gusci o calotte sferiche, oppure elaborati per produrre solai. Questi ultimi, concepiti perché si formino degli stati di coazione, permessi dal taglio delle travi con le facce laterali oblique, capaci di comportarsi come conci di chiave di un arco in pietra.

Un’ultima considerazione La nuova legge europea che regola la ricerca universitaria di interesse nazionale pretende la sperimentazione e la costruzione di prototipi presso le industrie del settore. Così é da tempo nelle università nord-europee.
Anche se l’applicazione della legge europea sulla ricerca scientifica in Italia é di recente adozione, la torre di Gramogliano costituisce l’unico esempio “costruito” nel nostro paese.

Augusto Romano Burelli
aprile 2003